CHAPLINIANA BOLOGNA - 2 GIUGNO al 18 NOVEMBRE
CHAPLINIANA continua in Regione fino al 25 febbraio 2008
FILM, CONCERTI, MOSTRA, CONVEGNO, ATTIVITÀ PER BAMBINI, APPUNTAMENTI GASTRONOMICI IN CITTÀ e molto altro ancora...
Il giorno di Natale del 1977 scompare l’uomo che aveva creato il personaggio più amato al mondo, colui che Fellini chiamava ‘l’Adamo del Cinema’.La Cineteca di Bologna, in naturale rapporto di continuità con la sua attività di restauro e diffusione dell’opera di Chaplin e in accordo con la famiglia del cineasta, ha deciso di celebrare con un evento senza precedenti la figura di uno dei massimi artisti del XX secolo attraverso una mostra internazionale e una serie di film-concerto nel quadro della prima grande retrospettiva dedicata a Charlie Chaplin. In concomitanza con la mostra "Chaplin e l’Immagine" saranno inoltre previste attività e laboratori di approfondimento per i più piccoli.
Per il programma completo: www.chapliniana.com
Il 14 maggio del 1932 Charlie Chaplin arrivò a Tokyo – una delle ultime tappe del suo ‘giro del mondo in sedici mesi’ – dove fu accolto da una folla di tali dimensioni che i quattrocento agenti in servizio mobilitati per l’occasione non riuscirono a impedire che la stazione venisse presa d’assalto. Il pomeriggio del giorno seguente, mentre assisteva a un incontro di lotta Sumo, giunse la notizia che il primo ministro giapponese Tsuyoshi Inukai era stato assassinato. Inukai, liberale e sostenitore della democrazia parlamentare, aveva avviato una politica di distensione nei confronti della Cina nel tentativo di contrastare gli interventi militari del Giappone in quel paese. Durante il processo per la morte di Inukai, il capo della congiura parlò dell’esistenza di un piano per un altro assassinio, quello di Charlie Chaplin. Il comico avrebbe dovuto cenare con Inukai il 15 maggio e in quell’occasione sarebbero stati uccisi entrambi: “Chaplin è una figura molto popolare negli Stati Uniti e il beniamino dei capitalisti – rivelò l’uomo – eravamo convinti che uccidendolo avremmo fatto scoppiare una guerra con l’America”.
Narra la leggenda hollywoodiana che già qualche anno prima, nel bel mezzo delle riprese di The Gold Rush, Chaplin sarebbe scampato a un altro, non meno ‘spettacolare’ omicidio sullo yacht Oneida di William Randolph Hearst. Ingelosito dalla presunta liaison amorosa di Chaplin con la sua compagna storica Marion Davies, il miliardario gli avrebbe sparato con un fucile che teneva a bordo per “scacciare i gabbiani”, finendo per uccidere per errore il regista e produttore Thomas Ince, scambiato per Chaplin per via della bassa statura e della riccia chioma.
Cosa successe davvero rimane uno dei grandi misteri insoluti di Hollywood, ma certo è che se Chaplin fosse morto in una delle due occasioni, a cavallo tra gli anni Venti e Trenta, la storia del cinema sarebbe stata prematuramente impoverita di una delle figure artistiche più influenti del Novecento e noi non saremmo qui a ricordare, ripercorrere e scandagliare le cento e più forme caleidoscopiche della sua opera. Chaplin se ne è andato invece silenziosamente, durante il sonno, nella notte della vigilia di Natale di trent’anni fa, nella casa di Vevey in Svizzera in cui trascorse gli anni del suo ‘esilio’. Tutti i suoi medio e lungometraggi, tutte le pagine dei suoi archivi che raccontano in maniera sorprendente oltre mezzo secolo della sua storia artistica e privata, sono finiti a Bologna, nella nostra cineteca, a brillare di luce propria tra le nostre collezioni. Non è stata una congiunzione astrale positiva quanto la fiducia e la lungimiranza della famiglia Chaplin che ha consentito alla Cineteca di Bologna di avviare otto anni fa, con il restauro di The Kid, il Progetto Chaplin, e da allora di restaurare, catalogare, (ri)scoprire e condividere l’eredità artistica di Chaplin in tutte le sue forme e i suoi ‘supporti’. Chapliniana, la manifestazione che alzerà il sipario su cinque mesi di mostre, proiezioni e concerti, non nasce quindi dal dovere di rispettare il calendario delle ricorrenze e delle celebrazioni, quanto da un intimo, affettuoso e privilegiato legame che unisce ormai la Cineteca di Bologna a Charlie Chaplin. Con questo omaggio completo e ambizioso vorremmo rinquadrare Chaplin nella sua straordinaria modernità, scoprire lembi meno esplorati della sua ecletticità facendo riemergere oltre all’eloquenza della sua poesia e della sua comicità, la forza della sua trasgressività artistica.




